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L’intervento di cataratta: in cosa consiste?

In questo secondo video spieghiamo in maniera semplice in cosa consiste l’intervento di cataratta.

Esso è costituito dalla “facoemulsificazione”. ‘Faco’ deriva da lente, a cui si aggiunge ‘emulsificazione’, dunque ‘emulsificare la lente’. All’interno dell’occhio, distruggiamo il cristallino, la cataratta, che quindi andiamo ad aspirare.

Sempre all’interno dell’occhio andiamo a inserire la nostra lente intraoculare, la nostra piccola protesi. Gli interventi sono sempre più evoluti, si è passati a incisioni sempre più piccole, tanto da permetterci di operare senza applicare punti di sutura.

Inoltre, possiamo operare attraverso la cornea, che non ha terminazioni vascolari. Questo è importante, perché possiamo mantenere tutta la nostra terapia e non è necessario fare una grande anestesia. È infatti sufficiente un’anestesia topica, un’anestesia in collirio.

L’intervento di cataratta resta comunque un intervento di microchirurgia, dunque complesso, perché si lavora in spazi limitatissimi in cui è necessario eseguire la nostra opera.

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Cos’è la cataratta?

Con questo primo video iniziamo una serie di approfondimenti dedicati alla cataratta, una delle patologie dell’occhio più diffuse a livello epidemiologo. Ma cos’è la cataratta?

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Il Cheratocono e la deformazione della cornea

Il cheratocono è una patologia degenerativa multifattoriale che colpisce la parte anteriore dell’occhio, la cornea. È caratterizzata da un progressivo assottigliamento e decentramento corneale, con conseguente calo e perdita della vista. È generalmente bilaterale, ma assimetrica, ad aggressività variabile. Il nome deriva dalla caratteristica deformazione a forma di cono della cornea.

La sua incidenza è stimabile in circa 1 individuo su 2.000 ed è una malattia che in genere inizia nella pubertà e progredisce fino ai 35 anni di età.

Le prime fasi generalmente risultano asintomatiche o presentano come unico sintomo l’insorgenza di un astigmatismo miopico o variazione dell’asse di un astigmatismo già noto, comunque correggibile con occhiali e/o lenti a contatto. Spesso il cheratocono viene sospettato durante una visita di controllo per cambiamento della gradazione degli occhiali in uso oppure nella preselezione del paziente avviato per la chirurgia refrattiva.

Con la progressione della malattia in età adulta, il cheratocono può rivelarsi al paziente, portando a una grave ectasia corneale perdita di trasparenza della cornea. Il conseguente calo del visus diventa dunque di difficile o impossibile correzione con strumenti ottici, tanto da poter costringere al trapianto di cornea.

Il cheratocono non diagnosticato può essere invalidante e ciò risulta ancora più grave trattandosi di soggetti giovani. Esso rientra nelle malattie rare e la persona affetta ha diritto all’esenzione dal ticket per malattia rara RF0280 (come previsto nell’elenco allegato al D. lgs. 29 aprile 1998, n. 124).

Non esiste una prevenzione nota per il cheratocono, ma nel nostro arsenale abbiamo tutta la strumentazione altamente tecnologica che ci permette la diagnostica precoce con il conseguente trattamento, atto a fermare o rallentare l’avanzare della patologia.

La visita oculistica completa di topografia e pachimetria corneale, con studio della parete anteriore e posteriore della cornea e delle sue mappe di elevazione, è indispensabile per l’individuazione precoce della malattia e andrebbe regolarmente effettuata durante l’età dello sviluppo, quando esiste familiarità per cheratocono o in casi di astigmatismi sospetti.

Il trattamento conservativo, atto a preservare la propria cornea, è il “Cross Linking corneale” che aumenta la connessione tra le fibre collagene e la loro resistenza, permettendo di rallentare e in molti casi di arrestare la progressione del cheratocono.

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